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Neet Generation

 Non studiano, non lavorano, ma sono anche molto più infelici dei loro coetanei: è questa la condizione dei cosiddetti Neet (l’acronimo sta per Not Engaged in Education, Employment or Training), che nel 2013, secondo i dati Eurostat, hanno raggiunto quota 2,4 milioni, pari al 26 % dei giovani tra i 15 e i 29 anni (erano il 19% nel 2007: solo Bulgaria e Grecia presentano valori peggiori dei nostri). Un esercito che rischia ormai la marginalizzazione cronica, caratterizzata non solo da deprivazione materiale e carenza di prospettive ma anche di depressione psicologica e disagio emotivo.

Nel perdurare della crisi economica anche le famiglie si trovano sempre più in difficoltà a svolgere il ruolo di ammortizzatore sociale nei confronti dei giovani.

I risultati dell’ indagine, condotta tra la fine del 2013 e l’ inizio del 2014 su un campione di 2350 giovani di età 19-29 anni, mostrano come la fiducia nelle istituzioni sia molto bassa in tutti i giovani.

 In particolare, si conferma la bocciatura delle istituzioni politiche. Nonostante le promesse dei politici, la condizione dei giovani non è mai stata problematica come oggi e questo evidentemente pesa sul loro giudizio e sulla loro fiducia.