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Assunti in base al carattere, non per la laurea

Nel Regno Unito, non è la lode “dicono” ma le competenze e le esperienze specifiche a reclutare nuove risorse. Una fantastica notizia che se verrebbe applicata anche in Italia, darebbe possibilità di lavoro ai giovani «neet», che in Italia sono il 27% dei giovani ( due milioni e mezzo).

Dal mondo delle imprese dicono che non si vuole rinunciare a possibili impiegati altamente qualificati semplicemente per via di uno sterile numero su un pezzo di carta.

La casa editrice Penguin Random House UK, per esempio, nel caso di nuove assunzioni, ha addirittura levato l’obbligo, finora intoccabile, di avere un titolo accademico. Il ragionamento è lo stesso fatto nel caso del voto: nulla garantisce che ci sia un link diretto tra laurea e prestazioni lavorative di qualità.

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