Giovani

Come un fumetto su giovani supereroi può aiutare ad affrontare il cancro

L’avventura di sette giovani supereroi che si incontrano in un ospedale si trasforma in immagini e diventa una parabola di forza e rinascita. «Loop. Indietro non si torna» è il titolo del fumetto edito da Rizzoli Lizard© e nato da un’idea degli adolescenti del Progetto Giovani della Pediatria Oncologica della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano. I personaggi e le loro vicende sono state ideate dai ragazzi durante quattro mesi di lavoro in cui sono stati guidati da Lorenza Ghinelli, scrittrice e insegnante della Scuola Holden di Torino. Coraggio, voglia di vivere, energia per superare gli ostacoli, ma anche debolezze sono al centro delle vicende dei protagonisti, messe in pagina dall’abile penna dei fumettisti del collettivo Mammaiuto Lab, attraverso le quali una ventina di ragazzi ha raccontato cosa significhi ammalarsi di tumore in un’età speciale e complicata come quella adolescenziale.

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Dai giovani soluzioni innovative per affrontare le sfide dei prossimi anni.

Youth in Action for Sustainable Development Goals” è una iniziativa promossa dalle Fondazioni Accenture, Mattei e Feltrinelli e rivolta alle idee dei giovani under 30 per raggiungere gli SDGs. Candidature fino al 4 maggio.

Il concorso “Youth in Action for Sustainable Development Goals”  ha l’obiettivo di raccogliere e premiare le migliori idee progettuali in grado di favorire il raggiungimento degli SDGs in Italia sensibilizzando sul tema dell’Agenda 2030. Le proposte dovranno mostrare soluzioni innovative, ad alto impatto sociale e possedere una componente tecnologica.

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In molti Paesi Ocse i giovani di oggi saranno gli anziani in difficoltà domani.

Il Rapporto Preventing Ageing Unequally mostra come il legame tra status socio-economico e salute sia determinante sin dai primi anni di vita sul percorso scolastico e l’inserimento lavorativo. In Italia i giovani sono i più penalizzati.

I cambiamenti demografici, l’aumento tendenziale delle diseguaglianze e una contrazione delle finanze pubbliche stanno incidendo in maniera significativa sulle prospettive future dei cittadini: con un’aspettativa di vita più lunga, famiglie meno numerose, nuovi modelli lavorativi e l’innalzamento dell’età pensionistica in molti Paesi, saranno proprio i giovani a trovarsi in contesti del tutto nuovi per la terza età.

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Cosa cercano i giovani sul posto di lavoro? La serenità

Che cosa sognano i giovani sul posto di lavoro?  Non la carriera , non lo stipendio  – va bene, anche quelli – ma prima di tutto la serenità , un ambiente accogliente che permetta a ciascuno di esprimere il proprio talento . Stipendio e carriera sono due elementi basilari (rispettivamente 34% e 15%), ma un intervistato su due da parte di Adecco Group considera prima altri fattori: appunto, un clima aperto e collaborativo , la presenza di ampi benefit  aziendali, l’attenzione all’ambiente , la possibilità di lavorare con flessibilità di orari e luoghi e su progetti innovativi.

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Chi sono e quanti sono i care leavers in Italia

In Italia, sono circa 3 mila ogni anno i neomaggiorenni obbligati a lasciare le case famiglia dove erano stati accolti.

Questi cosiddetti “care leavers”, sono giovani cresciuti senza genitori che, una volta compiuti i 18 anni, non hanno più diritto alla tutela legata allo status di minorenni. Vengono, in questo modo, costretti a diventare autonomi molto prima rispetto ai loro coetanei che hanno avuto, al contrario, dei riferimenti famigliari stabili. Il tema, molto delicato, è trattato in un approfondimento italiano di un più ampio studio condotto a livello internazionale da SOS Children’s Villages International con il London University College. Con il quale, per la prima volta, si è deciso di fare luce su quanti e quali ostacoli, allo stato dell’attuale legislazione, questi ragazzi siano costretti ad affrontare dal punto di vista, sociale, economico ed organizzativo per poter raggiungere indipendenza economica e stabilità lavorativa. Si è voluto, inoltre, indagare le strutture, le policy, i processi, le prassi e le misure di supporto che possono avere un impatto sull’occupabilità e l’inserimento occupazionale di chi si trova ad uscire dai percorsi di tutela.

SOS VILLAGGI DEI BAMBINI ITALIA – REPORT ITALIANO DELLA RICERCA “UNA RISPOSTA AI CARE LEAVERS: OCCUPABILITÀ E ACCESSO AD UN LAVORO DIGNITOSO”, Aprile 2017

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Le tre cause principali di morte tra i giovani di tutto il mondo

1,2 milioni di adolescenti muoiono nel mondo ogni anno. A denunciare le cifre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Che ha elencato le tre cause principali all’origine dei numerosi decessi. Nell’ordine, incidenti stradali, infezioni e malattie respiratorie, suicidio. La maggior parte delle morti avviene in Africa e nel sud-est asiatico. Mentre, per quanto riguarda le differenze di genere, si può osservare che gli incidenti stradali riguardano soprattutto i maschi tra i 15 e i 19 anni. Mentre patologie respiratorie e suicidi mietono molte più vittime, rispettivamente, fra le ragazze tra i 10 e 14 anni e quelle tra i 15 e i 19. Decessi che – secondo l’OMS – potrebbero essere ampiamente evitati e che rispecchiano l’impegno ancora insufficiente da parte dei governi a implementare politiche giovanili concrete ed efficienti.

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