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Ragazzi e alcol: la famiglia è decisiva nello spingere o meno al consumo

Aumenta, fortunatamente, l’età del primo contatto con le bevande alcoliche, e nella prima adolescenza la famiglia si conferma un importante elemento di protezione nei confronti degli eccessi. Sul fronte opposto però, si conferma anche l’effetto di trascinamento del gruppo dei pari nell’indurre gli adolescenti a un consumo incontrollato di alcol. Questi, in estrema sintesi, i primi risultati dell’indagine biennale su “Adolescenti e alcool” realizzata da Osservatorio permanente giovani e alcol, Associazione laboratorio adolescenza e Società italiana di medicina dell’adolescenza.

Lo studio sugli adolescenti

Lo studio, arrivato alla sua terza edizione, è stato condotto su un campione nazionale di duemila adolescenti che frequentano la terza media (fascia d’età 12-14 anni). In questa fascia d’età il rapporto con l’alcol non si è ancora strutturato e quindi si ha ancora la possibilità di intervenire con efficacia, per indurre i giovanissimi a comportamenti e abitudini corrette. Gli adolescenti italiani, da quanto emerge dalla ricerca, appaiono tutt’altro che “bevitori”: ad avere un consumo più o meno quotidiano, essenzialmente durante i pasti, di bevande alcoliche (nei tre mesi precedenti l’intervista) è risultato essere poco più del 3% del campione considerato. Le cose cambiano, purtroppo, quando il bere – all’interno del gruppo dei pari – diventa una questione di “look” : si beve perché gli altri lo fanno e chi non lo fa, in qualche modo, si “chiama fuori”. Molti sono in grado di resistere, ma parecchi altri, in un momento in cui autostima e sicurezza di sé non sono merce che abbonda, si fanno trascinare.

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Smartphone in classe, proibiti. Scende in campo l’associazione docenti

Venerdì 05 Gennaio 2018, Studenti e smartphone in classe. Un binomio proibito secondo una circolare del 2007, emanata dal ministro Fioroni, e non ancora superato. Ad interventire ci ha pensato la ministra all’Istruzione, Valeria Fedeli, che ha affermato di voler innovare la didattica attraverso l’utilizzo del telefonino in classe. Intanto è al lavoro un tavolo tecnico che darà maggiori istruzioni, si pensa a fine gennaio. Ma cosa ne pensano i docenti? Lo abbiamo chiesto all’associazione nazionale docenti e la risposta è del tutto inaspettata.

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Sette consigli per vivere con coraggio l’adolescenza

Viaggia, vivi le relazioni, lavora, gioca, impara le lingue, leggi, condividi: per il nuovo anno il pedagogista Daniela Novara ha scritto una lettera agli adolescenti in cui dà loro consigli per “vivere con coraggio” la loro età. È un’età speciale “in cui si capisce che l’infanzia è definitivamente finita e qualcosa di nuovo sta iniziando”. “Un passaggio che viene percepito dai ragazzi con euforia, ma anche con apprensione -sottolinea-: in fondo tenere un piede nell’infanzia può non essere così male”. La lettera di Novara agli adolescenti è un invito a buttarsi nella scoperta del mondo, a non rifugiarsi nell’isolamento di smartphone, computer e social network. E il primo consiglio che dà è “Viaggia!”: “Inizia a conoscere i tuoi limiti e le tue risorse nell’avventura del viaggio, nello spostamento per conoscere nuove città, lingue diverse, altre persone. Non perdere queste occasioni. Convinci i tuoi genitori. Digli che non sono capricci e che il viaggio conta come andare a scuola. Forse di più”.

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Pacchi solidali di natale

Dal 8 Dicembre fino al 24 troverete i nostri volontari in tre negozi della bergamasca per confezionare i vostri pacchi di Natale solidali in cambio di un’offerta per sostenere le attività dell’associazione ANTARES Onlus.

Ci troverete ad Alzano lombardo nello store TIGOTA, presso il centro Palasport, al TIGOTA di Via Sant’Alessandro a Bergamo e presso lo store LEGAMI, in Orio Center.

Grazie alla disponibilità dei titolari, in ognuno di questi negozi troverete un banchetto per il confezionamento dei pacchetti di Natale, dove potrete rivolgervi ai nostri volontari lasciando un’offerta libera ad ANTARES Onlus e ritirare il buono Antares care, per una visita medica specialistica

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L’altro papà di Facebook lancia l’allarme. Sean Parker: “Il social di Zuckerberg sfrutta le vulnerabilità psicologiche umane”

L’imprenditore che inventò Napster e partner di Zuckerberg nei primi mesi di vita della piattaforma di cui è stato anche presidente, si preoccupa dei bambini: “Solo Dio sa cosa sta succedendo al cervello dei nostri piccoli”

NE è stato il primo presidente, quando la piattaforma fondata da Mark Zuckerberg ed Eduardo Saverin aveva appena cinque mesi. Ha dunque avuto un ruolo fondamentale nella nascita e nella crescita di Facebook. Prima, era noto per aver fondato Napster, il software di scambio musicale peer-to-peer, e una quantità di altri siti di successo. Adesso Sean Parker – per capirci, il Justin Timberlake del film “The Social Network” – decide di scagliarsi contro la creatura che ha contribuito a creare: il social blu “sfrutta le vulnerabilità psicologiche delle persone” ha detto nel corso di una conferenza a Philadelphia.

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Come un fumetto su giovani supereroi può aiutare ad affrontare il cancro

L’avventura di sette giovani supereroi che si incontrano in un ospedale si trasforma in immagini e diventa una parabola di forza e rinascita. «Loop. Indietro non si torna» è il titolo del fumetto edito da Rizzoli Lizard© e nato da un’idea degli adolescenti del Progetto Giovani della Pediatria Oncologica della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano. I personaggi e le loro vicende sono state ideate dai ragazzi durante quattro mesi di lavoro in cui sono stati guidati da Lorenza Ghinelli, scrittrice e insegnante della Scuola Holden di Torino. Coraggio, voglia di vivere, energia per superare gli ostacoli, ma anche debolezze sono al centro delle vicende dei protagonisti, messe in pagina dall’abile penna dei fumettisti del collettivo Mammaiuto Lab, attraverso le quali una ventina di ragazzi ha raccontato cosa significhi ammalarsi di tumore in un’età speciale e complicata come quella adolescenziale.

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Quando la depressione uccide a colpi di Xanax

Muore a 21 anni Lil Peep, giovane promessa dello scenario rap-hip-hop newyorkese, per sospetta overdose

Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison,Kurt Cobain, Amy Winehouse, tutti soci onorari del cosiddetto “Club 27“, gruppo sciagurato di “artisti maledetti”, scomparsi alla giovane età di 27 anni. Questa volta però, la “maledizione del 27”, ha colpito molto prima. Gustav Ahr, noto rapper americano, in arte Lil Peep, è morto a Tucson in Arizona, mercoledì 15 Novembre 2017, a soli 21 anni, poco prima di un suo concerto. A dare l’ annuncio shock, il suo manager: “Mi aspettavo questa chiamata da un anno”, scrive su Twitter.

“Quando morirò mi amerete”

Nonostante le cause del decesso siano ancora tutte da chiarire, si sospetta un’ overdose volontaria di psicofarmaci dovuta, probabilmente, alla #Depressione di cui soffriva il giovane cantante, e di cui egli stesso non ha mai fatto mistero.

La malattia era infatti tema ricorrente nei suoi testi e spesso se ne prendeva gioco, sbandierandola sui social. Sul suo profilo Instagram, foto di pillole colorate, come caramelle, tenute in un piccolo porta gioie di Hello Kitty, ci giocava, le lanciava come pop corn. Video “divertenti” in cui rassicurava i suoi fan dicendo di stare bene, di non preoccuparsi perchè aveva già preso sei Xanax (noto farmaco anti-depressivo). Scriveva della sua dipendenza da cocaina, farmaci, ecstasy, numerosi i riferimenti macabri e crudi sempre usati con apparente leggerezza, tanto che poco prima del decesso pubblicò uno dei suoi tanti post provocatori con su scritto “Quando morirò mi amerete”.

Tatuaggi su tutto il corpo, sul viso, quasi scarabocchi, senza un ordine, come a marchiare. La scritta “Daddy” sul petto farebbe pensare a un omaggio affettuoso al padre, ma anche questa volta il sottile spirito satirico di Lil viene fuori inaspettatamente.

Il padre infatti abbandonò lui e sua madre nel 2010, complicando ulteriormente la già controversa emotività di Gustav, che cresce tra i club di Brooklyn, assorbendo qua e là dalla confusa New York anni Dieci, creando uno stile tutto suo, che mischia il rap e l’hip-hop con il punk, e che è stato da molti definito “emo-hip hop”.

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Dai giovani soluzioni innovative per affrontare le sfide dei prossimi anni.

Youth in Action for Sustainable Development Goals” è una iniziativa promossa dalle Fondazioni Accenture, Mattei e Feltrinelli e rivolta alle idee dei giovani under 30 per raggiungere gli SDGs. Candidature fino al 4 maggio.

Il concorso “Youth in Action for Sustainable Development Goals”  ha l’obiettivo di raccogliere e premiare le migliori idee progettuali in grado di favorire il raggiungimento degli SDGs in Italia sensibilizzando sul tema dell’Agenda 2030. Le proposte dovranno mostrare soluzioni innovative, ad alto impatto sociale e possedere una componente tecnologica.

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In molti Paesi Ocse i giovani di oggi saranno gli anziani in difficoltà domani.

Il Rapporto Preventing Ageing Unequally mostra come il legame tra status socio-economico e salute sia determinante sin dai primi anni di vita sul percorso scolastico e l’inserimento lavorativo. In Italia i giovani sono i più penalizzati.

I cambiamenti demografici, l’aumento tendenziale delle diseguaglianze e una contrazione delle finanze pubbliche stanno incidendo in maniera significativa sulle prospettive future dei cittadini: con un’aspettativa di vita più lunga, famiglie meno numerose, nuovi modelli lavorativi e l’innalzamento dell’età pensionistica in molti Paesi, saranno proprio i giovani a trovarsi in contesti del tutto nuovi per la terza età.

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Sanità, contraccettivi gratis (e spazi d’ascolto) ai giovani under 26. «Per evitare gravidanze indesiderate»

Lo stabilisce una delibera della Regione Emilia-Romagna: «Per una pianificazione famigliare consapevole».

BOLOGNA — Contraccettivi gratis agli under 26 per evitare le gravidanze indesiderate. Ma anche gli spazi Giovani adulti, sportelli per la fascia 20-34 anni «pensati per fornire gli strumenti per una pianificazione familiare consapevole, informare i cittadini sull’evoluzione della fertilità, promuovere attivamente stili di vita sani per la protezione della salute riproduttiva». Li prevede una proposta di delibera illustrata il 25 Ottobre in commissione dall’assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi.

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