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Senza smartphone sono più esposti ai rischi del web

Limitare ai bambini l’uso di internet non li protegge dai pericoli del web, anzi.

A dirlo, l’istituto di ricerca inglese Education Policy Institute che ha indagato sull’utilizzo della rete e dei nuovi device come smartphone e tablet tra gli adolescenti d’Oltremanica. Dai risultati raccolti, è emerso che è vero che l’uso smodato del web e dei nuovi strumenti tecnologici espone i ragazzi a molti rischi ma, paradossalmente, li tutela anche. Per due motivazioni. La prima. Li aiuta a sviluppare sempre meglio le cosiddette digital skills, ossia le competenze digitali grazie alle quali imparano a gestire tutte le opzioni dei loro strumenti e dei social networks in modo da proteggersi autonomamente dalle situazioni di pericolo, come adescamenti online e bullismo, bloccando o segnalando alle autorità gli utenti minacciosi. La seconda. Li aiuta a potenziare la resilienza, in modo che imparano a gestire lo stress emotivo, la depressione, la paura legati ai pericoli di Internet.

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Cercasi tutori volontari per minori non accompagnati

Il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza italiano cerca tutori volontari dei minori non accompagnati.

È stato pubblicato, infatti, l’avviso per la selezione di questa figura in Toscana, Sardegna, Abruzzo e Molise, ovvero quelle Regioni dove l’Autorità non risulta essere stata ancora formalmente nominata. I candidati ideali dovranno essere privati cittadini disponibili ad esercitare, a titolo gratuito, la rappresentanza legale di ogni under 18 straniero arrivato nel nostro Paese senza adulti di riferimento e ad aver cura che vengano tutelati i suoi interessi, ascoltati i suoi bisogni, coltivate le sue potenzialità e garantita la sua salute senza la presa in carico domiciliare ed economica. Gli interessati sono invitati a presentare la domanda al più presto, anche se si tratta di un bando aperto e quindi non è prevista una scadenza predeterminata.

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Il proibizionismo USA prende di mira persino gli smartphone

Il Colorado potrebbe diventare il primo stato al mondo a vietare la vendita degli smartphone agli under-13.

A lanciare la proposta, che ha raccolto consensi politici bipartisan, l’associazione Parents Against Underaged Smartphones (PAUS) fondata da un agguerritissimo papà di cinque figli. Tom Farnum, questo il suo nome, professione anestesista, ha promosso questa crociata dopo aver notato che dal momento in cui aveva regalato ai suoi piccoli un cellulare di nuova generazione, il loro comportamento era profondamente cambiato. Da energici e amanti dell’aria aperta, erano, infatti, diventati tristi e tendevano a rimanere sempre nella loro stanza. Una controindicazione che, insieme ad altri genitori e col supporto di psicologici, ha deciso di studiare stilando un documento che è diventato il cavallo di battaglia delle mamme e dei papà no-smartphone. Prossimo obiettivo raccogliere 100 mila firme entro il 2018 così da presentare la proposta di legge direttamente al senato.

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L’obesità rischia di causare un buco nero generazionale

L’obesità sta uccidendo una generazione.

Nel Regno Unito, infatti, quasi tre milioni di giovani dai 16 ai 24 anni rischia di morire prima dei loro genitori a causa delle patologie legate al sovrappeso, come diabete, ipertensione, malattie cardiache e cancro sviluppati in età precoce. Secondo quanto reso noto dal Servizio Sanitario Nazionale d’Oltremanica, la metà dei ragazzi inglesi ha seri problemi con bilancia a causa di cattive abitudini alimentari;  scarsa attività fisica e stili di vita malsani. Il dottor Mike Osborn, del Royal College of Patologists, ha dichiarato: “C’è una grande differenza se una persona diventa obesa a 70 anni o a 14. Nel secondo caso l’aumento di peso ha un impatto prolungato sulla vita e presenterà presto il conto in termini di peggioramento della salute”. Da non sottovalutare poi l’impatto economico sulle casse dell’erario. In termini di cure da erogare ad una fascia di popolazione che non dovrebbe averne bisogno. Ma anche di sterline sprecate in imponenti e fallimentari campagne di sensibilizzazione contro l’obesità infantile.

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Boom di minori finiti nei guai per consumo di droga

In Italia, sono sempre di più i minori segnalati al Prefetto per consumo di stupefacenti.

Dopo il vistoso calo del 2015, infatti, nel 2016 hanno registrato un’impennata del +237,15%. E anche le persone segnalate in generale sono tornate ad aumentare: da 27.718 a 32.687 (+17,92%). Così come il numero delle segnalazioni stesse: da 32.478 a 36.795, ovvero il 13,29% in più. I dati, diffusi in occasione della Giornata Internazionale contro le Droghe e il Narcotraffico, sono contenuti nel nuovo Libro Bianco sulla Fini-Giovanardi dell’Associazione Luca Coscioni. Una pubblicazione annuale che ha lo scopo di dimostrare come la repressione e il proibizionismo abbiano fallito ovunque nel mondo, compreso il nostro Paese.

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Nasce l’autoscuola per giovani con autismo

È negli USA la prima autoscuola al mondo per ragazzi con ADHD e autismo.

Nelle sedi della The Safeway Driving School dislocate su tutto il territorio nazionale, è, infatti, partito un programma ad hoc per insegnare agli adolescenti con bisogni speciali a prendere la patente. Un servizio unico nel suo genere che attraverso lezioni mirate, ore di guida extra e altre accortezze (come l’adattamento graduale allo spazio interno delle macchine) consente anche ai giovani autistici di prendere confidenza con le strade e con le automobili. Un modo per sentirsi meno diversi dai loro coetanei ma anche più autonomi dai loro genitori.

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La verità sul fenomeno del Blue Whale in Italia

Solo il 5% delle 170 segnalazioni raccolte in Italia relativamente al Blue Whale, riguarda ipotesi di reato.

Quali istigazione al suicidio o procurato allarme. È quanto riferito dal Ministro dell’interno intervenendo al Question Time di ieri alla Camera dei Deputati, su questo fenomeno divenuto tristemente conosciuto, che mira a coinvolgere i ragazzi in atti di autolesionismo portandoli, a volte, persino alla morte. Il responsabile del Viminale ha fatto presente che, in ogni caso, la Polizia è da tempo impegnata con attività utili a informare e fornire consigli a teenager e genitori. Tra le varie iniziative, il tasto “Stop Blue Whale” e una campagna nelle scuole che, insieme alle famiglie e al mondo dell’associazionismo, devono essere necessariamente coinvolte per un’efficace prevenzione di qualsiasi uso distorto del web.

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Se non sono i genitori è la legge a vietare loro la chirurgia estetica

Vietare agli under-18 gli interventi di chirurgia estetica.

Il severo monito arriva dal Consiglio di bioetica inglese allarmato dal boom di operazioni, per futili motivi, persino su minori di appena 8 anni. Una moda causata da almeno tre fattori. Il primo, i videogiochi e le app come Plastic Surgery Princess che, partendo da una semplice foto, simulano cambiamenti a nasi, seni e zigomi incoraggiando già dall’infanzia ad aspirare a modelli estetici stereotipati. Il secondo, l’incapacità dei genitori di dire no alla richiesta dei figli di farsi un ritocchino. Il terzo, l’irresponsabilità dei medici che pur di guadagnare non si fanno scrupoli a mettere sotto i ferri adolescenti in perfette condizioni di salute.

[PDF] Nuffield Council on Bioethics – Cosmetic procedures: ethical issues, 2017

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Con l’ADHD la guida diventa più pericolosa

I ragazzi con l’ADHD corrono molti più rischi di essere coinvolti in incidenti stradali rispetto agli altri coetanei.

A dirlo, uno studio americano pubblicato nella rivista Jama Pediatrics. Che sulla base dell’analisi di un vasto campione di cartelle cliniche di giovani e adolescenti americani, ha riscontrato che quelli con questa sindrome corrono il 36% di rischi in più di causare o subire danni mentre sono alla guida. Il perché – sostengono i ricercatori – può essere ricondotto alle loro peculiarità. I giovani con questo disturbo, infatti, hanno un basso livello di concentrazione, sono particolarmente impulsivi e spesso vittime di ansia e depressione, ciò che li rende vulnerabili e meno attenti ai pericoli della strada.

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Con la nuova idea dei pediatri mangiano le verdure

Dare ai piatti di frutta e verdura nomi accattivanti per invogliare grandi e piccoli a mangiarne ed evitare il junk food.

È questo che suggerisce un recente studio dell’Università di Stanford, dopo aver condotto, per sei mesi, un esperimento in alcune mense universitarie. All’interno delle quali, ogni giorno lo stesso piatto di carote, fagioli o bieta, ad esempio, veniva riproposto con nomi diversi. Dai più classici e semplici, come “carote al limone” ai più invitanti, come “spirale di carote con colata di glassa al limone”. Dai risultati, è emerso che nel periodo in cui è stato introdotto l’escamotage, la scelta dei menù più salutari è aumentata del 25%. È una questione psicologica – sottolineano i ricercatori. Le persone tendono ad associare i cibi sani a un gusto povero e insipido. Evocarne, invece, il sapore, il colore, attraverso una descrizione che stimola l’esperienza sensoriale, le spinge ad assaggiarle.

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