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Il benessere conquistato dai padri, lo pagano in salute i figli

La società del benessere, coi suoi vizi e stravizi, ha cominciato, infatti, a chiedere il conto alle nuove generazioni. Sono loro i principali consumatori (e vittime) di una vasta gamma di prodotti e servizi all’avangaurdia che li sta uccidendo.

lanciare l’allarme un recente studio dell’American Cancer Society condotto su un vasto campione di pazienti tra i venti e i settant’anni affetti da queste patologie.

Dal quale è emerso che i giovani, rispetto agli anziani, a una più elevata probabilità di diventare obesi, predisposti a patologie metaboliche, terreno fertile per la formazioni di tumori al colon.

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Psicologi nelle scuole francesi

Presto nelle scuole pubbliche francesi agli insegnanti verranno affiancati ben 300 psicologi.

Questo è il primo team che sarà assunto nel quadro di un piano ministeriale volto ad aumentare il supporto agli alunni d’Oltralpe.

L’iniziativa è rivolta agli istituti elementari e la seconda relativa a medie e superiori. In quest’ultimo caso il lavoro che queste nuove figura saranno tenute a svolgere sarà anche di orientamento e accompagnamento dei ragazzi nelle loro scelte future sia di studio sia professionali.

Queste speciali figure dovranno prestare particolare attenzione “agli alunni, con disabilità e a quelli che presentano segni di sofferenza psicologica“.

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In un paese del profondo Nord la gioventù non ha più vizi

Come hanno fatto?

Nel giro di vent’anni il numero dei consumatori di sigarette è passato dal 23% al 3%, di marijuana dal 17% al 7%, di alcol dal 42% al 5%.

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Sono cinque gli ingredienti di quella che è già stata ribattezzata la ricetta islandese contro le dipendenze tra le nuove generazioni.

1) L’introduzione di un vero e proprio coprifuoco tra i teenager.
2) Zero pubblicità di alcolici e prodotti derivati dal tabacco.
3) Il divieto comprare sigarette, vino e vodka prima dei 20 anni.
4) La forte spinta sulle attività extrascolastiche, dallo sport alle feste, basate anche sul coinvolgimento dei genitori.
5) La promozione della cultura del vicinato, che consiste nell’organizzazione di eventi e party nei quartieri, durante il weekend, per dare modo alle famiglie di rafforzare i legami.

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Assunti in base al carattere, non per la laurea

Nel Regno Unito, non è la lode “dicono” ma le competenze e le esperienze specifiche a reclutare nuove risorse. Una fantastica notizia che se verrebbe applicata anche in Italia, darebbe possibilità di lavoro ai giovani «neet», che in Italia sono il 27% dei giovani ( due milioni e mezzo).

Dal mondo delle imprese dicono che non si vuole rinunciare a possibili impiegati altamente qualificati semplicemente per via di uno sterile numero su un pezzo di carta.

La casa editrice Penguin Random House UK, per esempio, nel caso di nuove assunzioni, ha addirittura levato l’obbligo, finora intoccabile, di avere un titolo accademico. Il ragionamento è lo stesso fatto nel caso del voto: nulla garantisce che ci sia un link diretto tra laurea e prestazioni lavorative di qualità.

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257 Minuti di videogiochi? Si può!

Attenzione però a non superare il tempo massimo, perché i rischi diventato gravi in termini di salute mentale e disturbi del comportamento.

Entro quella soglia, infatti, il loro utilizzo potrebbe addirittura essere positivo. A dirlo e a sfatare quindi il mito della tecnologia maligna uno studio pubblicato sulla rivista Psychological Science.

I ricercatori hanno scoperto che l’uso moderato di videogiochi, pc, televisione, cellulare e altri schermi non è dannoso, e può anche avere alcuni benefici. Secondo i loro calcoli, infatti, 4 ore e 17 minuti è il numero magico. Un arco di tempo sufficiente a sviluppare connessioni sociali e competenze.

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Il “Case manager” per ragazzi autistici.

 Si tratta di un progetto partito nel territorio milanese, a cura dell’ASL, poco più di un anno fa e di cui ancora in pochi sono a conoscenza. Il “Case manager” ha il ruolo di prendersi cura, per 12 mesi, di una famiglia con uno o più componenti, minori o adulti, con autismo.

Questa figura è volta al fine di orientare, supportare e accompagnare le famiglie nella gestione quotidiana dei propri familiari affetti da tali disturbi, ad esempio, avviare le pratiche per accedere a tutti i servizi e prestazioni che spettano loro e dare indicazioni per il suo inserimento professionale e sociale.

Allegato: “Case manager” ASL Milano

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5.200 Ore d’assistenza gratuite

Cari Sostenitori,

Il vostro impegno, ci ha permesso di superare le 5.200 Ore di assistenza gratuita del progetto Spazio H. Christian Andersen.

Nella speranza che questo sia solo il primo di molti traguardi che ci aspettano, desideriamo ringraziarvi del vostro sostegno.

Grazie di cuore a nome di tutti i ragazzi assistiti!

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Protocollo di intesa con Minori in primo piano per sostenere le famiglie con figli DSA

Un importante accordo tra due realtà del sociale che servirà per dare maggiore supporto alle famiglie con minori che soffrono di Disturbo Specifico dell’Apprendimento.

Martedì 13 settembre 2016 hanno siglato un protocollo d’intesa che impegna le parti a operare nel rispetto dei rispettivi principi etici e morali.

In particolare Antares arricchirà i servizi offerti da Minori in Primo Piano offrendo informazioni ai genitori riguardo ai figli minori affetti o sospetti di DSA, una diagnosi funzionale attraverso i propri professionisti, spazio e sostegno per il doposcuola tramite personale qualificato con le modalità, i tempi e gli spazi che riterrà più idonei, tra i quali anche lo spazio Andersen rivolto ai ragazzi con DSA o difficoltà e realizzato al fine di promuovere l’ autonomia e il benessere scolastico.

L’iniziativa per Minori in Primo Piano Onlus si colloca in un progetto più vasto che l’associazione intende realizzare sul territorio e che consiste nella creazione di una rete di associazioni che consenta di soddisfare al meglio le numerose e diverse problematiche riguardanti le famiglie bisognose.

Di seguito vi alleghiamo il Link, dell’articolo redatto dal giornale Bergamo News
-Articolo Bergamo News

Sito Web:  37aff9_8aba37d66aac4e4ea7c200487d950c74

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Back to School, con Khan Academy

 “La nostra missione è di fornire una libera,

formazione di livello mondiale per chiunque, ovunque.”

Con questo motto la Khan Academy di Salman Khan portano avanti il loro progetto, offrendo esercizi pratici, video didattici, e un cruscotto di apprendimento personalizzato che consente agli studenti di studiare al proprio ritmo dentro e fuori della classe, che ora comprende 400 milioni di lezioni online disponibili su Youtube e oltre 2,5 miliardi di esercizi completati.Oltre questi numeri impressionanti, la Khan Academy vanta collaborazioni con istituzioni come la NASA e il MIT.

Come spiega lui stesso nel video, pubblicato su TED, dopo la pubblicazione dei video successero due cose curiose: “La prima è che i miei cugini mi hanno detto che mi preferivano su YouTube che non di persona”. Perchè questo? Lui lo spiega così: “Perchè possono mettere in pausa, possono rivedere, … quando si annoiano possono andare avanti, non devono vergognarsi a chiedere, possono andare con il loro tempi, … la primissima volta che si cerca di avvicinare il proprio cervello ad un nuovo concetto l’ultima cosa di cui si ha bisogno è un altro essere umano che chiede: ‘Hai capito? E ciò era quello che succedeva nella precedente interazione con i miei cugini”.

La seconda è che cominciò a ricevere commenti su YouTube e poi messaggi da una varietà di persone in tutto il mondo. Per esempio questo: “E’ la prima volta che sorrido facendo una derivata.” Oppure quest’altro: “Mio figlio ha 12 anni, soffre di autismo e ha problemi con la matematica. Abbiamo provato di tutto; abbiamo trovato il suo video sui decimali e li ha capiti. Poi siamo passati alle frazioni e le ha capite. E’ così felice”.

E così Salman ha scoperto che ciò che faceva per i suoi cugini era di aiuto ad altri: “Tutto ciò stava aiutando persone”.

E poi dice “ ho ricevuto lettere degli insegnanti che dicevano ‘li usiamo per rivoltare l’ordine della classe’. Lei ha fatto le lezioni, quindi quello che facciamo noi è dare come compito a casa quello di seguire la lezione … e in classe possiamo fare con gli studenti gli esercizi che prima facevamo fare a casa”.

E’ quel ribaltamento cui spesso ci si riferisce con il termine flipped classroom. Khan dice che questo permette di “umanizzare” la lezione: “Questi docenti hanno usato la tecnologia per umanizzare la classe. La pratica in cui l’insegnante fa la stessa identica lezione per tutti e gli studenti devono stare zitti è ‘disumanizzante’. Così, invece, gli studenti seguono le lezioni a casa e in classe svolgono insieme delle attività mentre l’insegnante gira fra i banchi”. Una didattica in cui gli studenti sono attivi, fanno, collaborano, pongono domande all’insegnante, è più umana e, aggiungo, risulta più efficace.

Siamo a segnalarti questo sito internet, come potenziale risorsa per i compiti estivi o semplicemente come materiale per riprendere il passo con l’imminente arrivo dell’anno scolastico, poi spetterà a te di continuare a utilizzare questa incredibile risorsa durante il resto dell’anno.

Tutte le statistiche riportate, ovviamente riguardano il materiale in lingua originale, l’inglese, ma una nutrita community di appassionati volontari stanno traducendo i corsi in ben 72 lingue diverse, fra queste troviamo anche il nostro italiano, in un canale dedicato. Prestare attenzione comunque ai video in lingua originale, perché alcuni sono provvisti dei sottotitoli in italiano.

Sito Internet Khanacademy Italia

Canale Youtube Khanacademy Italia

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Un deterrente contro i suicidi giovanili

 Una rivoluzionaria app permetterà a tutti i giovani che soffrono di depressione di avere un aiuto a portata di smartphone. 

Si chiama SafeUT (dalle iniziali di Utah, lo stato americano nel quale è stata concepita), e consente ai ragazzi in difficoltà di mettersi in contatto tempestivamente con un centro di ascolto. Il problema della vergogna può essere superato, visto che è stato concepito come metodo di comunicazione anche la semplice chat, che butta giù le barriere. L’idea alla base della app è di Jim e Robyn Burningham, due genitori statunitensi, che l’hanno concepita per evitare che altri ragazzi pensassero di non avere alternativa, come è successo ai loro due figli. Taylor e Bradley – questi i loro nomi – sono morti, infatti, uno nel 2013 e uno nel 2015, entrambi per colpa della depressione che li ha portati al suicidio a soli 15 anni.

 

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