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Andateci piano perché anche se smart sono sempre droghe

Per i prof inglesi le università fanno poco e male contro l’abuso di smart drugs tra gli studenti. Sono sempre di più, infatti, i ragazzi che per rimanere concentrati sui libri e superare lo stress da esami assumono, senza prescrizione medica, potenti farmaci legali come Modafinil, Ritalin e Adderal. Che, invece, sono prodotti per curare patologie che loro non hanno. Per combattere il consumo eccessivo e smodato di questi medicinali, i docenti d’Oltremanica hanno avanzato ai vertici accademici britannici un ventaglio di proposte. Da quelle più radicali come il test del sangue a soluzioni come l’organizzazione di campagne di sensibilizzazione e momenti di dibattito come già sperimentato con successo nel Campus di Oxford.

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Gli studenti italiani sono tra i più stressati al mondo.

È il ritratto emerso da uno studio OCSE sul benessere scolastico. Secondo gli esperti di Parigi, infatti, pare che i nostri giovani si sentano particolarmente tesi e ansiosi quando devono studiare per un compito o un’interrogazione. Una sensazione che riguarda il 56,4% degli adolescenti italiani, contro una media OCSE del 37% e poco inferiore rispetto a quella registrata per i cinesi (57%). Mentre, ben il 70% ha dichiarato di sentirsi fortemente insicuro anche quando ha studiato. Contro una media OCSE del 56% e poco lontano dai coetanei olandesi e inglesi. Le motivazioni principali? La paura di prendere un brutto voto (85%) e l’impotenza davanti a un quesito difficile (77%). Attitudini che nel resto dei Paesi si manifestano in maniera molto meno accentuata, per una media, rispettivamente, del 66% e del 52%.

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Cari genitori contro le trappole di internet niente è meglio di voi

Sconfortante ma vero. I filtri di protezione internet per bambini servono a poco o niente.

Tant’è che il 25% dei ragazzini che navigano attraverso pc e smartphone forniti di sistemi di controllo anti-pedofilia e pornografia, finisce per visitare, volente o nolente, siti vietati ai minori. E, come se non bastasse, il 14% chatta abitualmente con sconosciuti attraverso app e social network.

È quanto emerso da uno studio condotto dell’Università di Oxford su un campione di under 15 che avevano ricevuto restrizioni sull’uso del computer e del cellulare da parte dei genitori. “La verità – ha spiegato il dottor Andrew Przybylski, autore dello studio – è che un filtro non può sapere se la persona con cui un adolescente ha avviato una chat su WhatsApp è un conoscente o un potenziale aggressore”.

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Il benessere conquistato dai padri, lo pagano in salute i figli

La società del benessere, coi suoi vizi e stravizi, ha cominciato, infatti, a chiedere il conto alle nuove generazioni. Sono loro i principali consumatori (e vittime) di una vasta gamma di prodotti e servizi all’avangaurdia che li sta uccidendo.

lanciare l’allarme un recente studio dell’American Cancer Society condotto su un vasto campione di pazienti tra i venti e i settant’anni affetti da queste patologie.

Dal quale è emerso che i giovani, rispetto agli anziani, a una più elevata probabilità di diventare obesi, predisposti a patologie metaboliche, terreno fertile per la formazioni di tumori al colon.

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Psicologi nelle scuole francesi

Presto nelle scuole pubbliche francesi agli insegnanti verranno affiancati ben 300 psicologi.

Questo è il primo team che sarà assunto nel quadro di un piano ministeriale volto ad aumentare il supporto agli alunni d’Oltralpe.

L’iniziativa è rivolta agli istituti elementari e la seconda relativa a medie e superiori. In quest’ultimo caso il lavoro che queste nuove figura saranno tenute a svolgere sarà anche di orientamento e accompagnamento dei ragazzi nelle loro scelte future sia di studio sia professionali.

Queste speciali figure dovranno prestare particolare attenzione “agli alunni, con disabilità e a quelli che presentano segni di sofferenza psicologica“.

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In un paese del profondo Nord la gioventù non ha più vizi

Come hanno fatto?

Nel giro di vent’anni il numero dei consumatori di sigarette è passato dal 23% al 3%, di marijuana dal 17% al 7%, di alcol dal 42% al 5%.

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Sono cinque gli ingredienti di quella che è già stata ribattezzata la ricetta islandese contro le dipendenze tra le nuove generazioni.

1) L’introduzione di un vero e proprio coprifuoco tra i teenager.
2) Zero pubblicità di alcolici e prodotti derivati dal tabacco.
3) Il divieto comprare sigarette, vino e vodka prima dei 20 anni.
4) La forte spinta sulle attività extrascolastiche, dallo sport alle feste, basate anche sul coinvolgimento dei genitori.
5) La promozione della cultura del vicinato, che consiste nell’organizzazione di eventi e party nei quartieri, durante il weekend, per dare modo alle famiglie di rafforzare i legami.

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Assunti in base al carattere, non per la laurea

Nel Regno Unito, non è la lode “dicono” ma le competenze e le esperienze specifiche a reclutare nuove risorse. Una fantastica notizia che se verrebbe applicata anche in Italia, darebbe possibilità di lavoro ai giovani «neet», che in Italia sono il 27% dei giovani ( due milioni e mezzo).

Dal mondo delle imprese dicono che non si vuole rinunciare a possibili impiegati altamente qualificati semplicemente per via di uno sterile numero su un pezzo di carta.

La casa editrice Penguin Random House UK, per esempio, nel caso di nuove assunzioni, ha addirittura levato l’obbligo, finora intoccabile, di avere un titolo accademico. Il ragionamento è lo stesso fatto nel caso del voto: nulla garantisce che ci sia un link diretto tra laurea e prestazioni lavorative di qualità.

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257 Minuti di videogiochi? Si può!

Attenzione però a non superare il tempo massimo, perché i rischi diventato gravi in termini di salute mentale e disturbi del comportamento.

Entro quella soglia, infatti, il loro utilizzo potrebbe addirittura essere positivo. A dirlo e a sfatare quindi il mito della tecnologia maligna uno studio pubblicato sulla rivista Psychological Science.

I ricercatori hanno scoperto che l’uso moderato di videogiochi, pc, televisione, cellulare e altri schermi non è dannoso, e può anche avere alcuni benefici. Secondo i loro calcoli, infatti, 4 ore e 17 minuti è il numero magico. Un arco di tempo sufficiente a sviluppare connessioni sociali e competenze.

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Il “Case manager” per ragazzi autistici.

 Si tratta di un progetto partito nel territorio milanese, a cura dell’ASL, poco più di un anno fa e di cui ancora in pochi sono a conoscenza. Il “Case manager” ha il ruolo di prendersi cura, per 12 mesi, di una famiglia con uno o più componenti, minori o adulti, con autismo.

Questa figura è volta al fine di orientare, supportare e accompagnare le famiglie nella gestione quotidiana dei propri familiari affetti da tali disturbi, ad esempio, avviare le pratiche per accedere a tutti i servizi e prestazioni che spettano loro e dare indicazioni per il suo inserimento professionale e sociale.

Allegato: “Case manager” ASL Milano

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5.200 Ore d’assistenza gratuite

Cari Sostenitori,

Il vostro impegno, ci ha permesso di superare le 5.200 Ore di assistenza gratuita del progetto Spazio H. Christian Andersen.

Nella speranza che questo sia solo il primo di molti traguardi che ci aspettano, desideriamo ringraziarvi del vostro sostegno.

Grazie di cuore a nome di tutti i ragazzi assistiti!

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