Scuola

Nasce la rivoluzionaria scuola senza materie.

In Finlandia nasce la scuola senza materie.

Niente ore di storia, geografia, letteratura. Ma lezioni multidisciplinari che, partendo da un argomento di interesse, toccano tutte le tematiche. È questo l’approccio educativo rivoluzionario portato avanti dalla scuola media di Hauho. Dove, ad esempio, è facile trovare un professore che spiega l’eruzione del Vesuvio e gli scavi di Pompei ed Ercolano per paragonare la Roma antica con la Finlandia di oggi: le terme romane con le moderne spa, ad esempio. Oppure, per confrontare il Colosseo con gli attuali impianti sportivi. Con tanto di stampe 3d dei monumenti per spiegarli in maniera tangibile, così gli allievi apprendono anche nozioni di tecnologia e tecniche di ricerca, comunicazione e scambio culturale.

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Oggi si scopre il lato oscuro dell’educazione sessuale a scuola.

L’educazione sessuale a scuola anziché diminuire aumenta il rischio gravidanze indesiderate tra le teenager.

Almeno così è andata in Inghilterra. Dove dal 2010 con la riduzione, per mancanza di fondi, delle ore dedicate a questa materia, è calato drasticamente il numero delle under-18 rimaste incinte. Tant’è che nel 2015 si sono registrati solo 20 mila casi contro gli oltre 42 mila del 1999 quando il progetto di sensibilizzazione sulle pratiche sessuali era al suo culmine. A rilevare e spiegare il perché di questa vera e propria eterogenesi dei fini è uno studio appena pubblicato sul Journal of Health Economics. Secondo il quale, in estrema sintesi, i ragazzi che seguono da giovanissimi corsi di educazione sessuale tendono, rispetto alla media, ad anticipare l’età del primo rapporto, ad averne con maggiore frequenza e a sentirsi fin troppi sicuri sotto le coperte rischiando l’irreparabile.

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A scuola l’iperattività si placa disegnando fumetti

Disegnare fumetti in classe per calmare ansia, aggressività, rabbia, scatti d’ira.

È l’approccio sperimentato con successo nella scuola superiore Urban Assembly Bronx Academy of Letters, situata nelle difficili periferie di New York, con gli studenti con bisogni educativi speciali – autismo, problemi di salute e di famiglia, iperattività – per ridurre i problemi comportamentali derivanti dalle loro condizioni di vita disagevoli. Per qualche ora al giorno, i ragazzi si mettono al PC e tramite un generatore online di immagini, il Make Beliefs Comix, disegnano virtualmente personaggi, creano storie, inventando strisce nelle quali convergono la loro emotività, i loro problemi, le loro difficoltà. Un metodo che non solo ha ridotto il numero di sospensioni e note per atti violenti, liti, aggressioni ai prof e ai compagni all’interno delle aule, ma ha anche migliorato le performance scolastiche degli studenti coinvolti nel progetto.

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I gruppi WhatsApp di classe non sono una cattiva idea

Non sempre i social network producono effetti negativi tra i più giovani.

Come nel caso dei gruppi WhatsApp. Che consentirebbero ai ragazzi di esprimersi in modi diversi e più creativi di quanto riescano a fare per esempio in classe. A dirlo uno studio pubblicato su AI&Society: Journal of Knowledge, Culture and Communication. Secondo il quale se il contesto scolastico divide le classi in gruppi fissi e amicizie privilegiate, stabilite magari in base all’appartenenza a gruppi socioeconomici, i gruppi dell’app rompono queste divisioni trasformando la classe in un’unica entità omogenea, funzionando da elementi di rimescolamento sociale. L’analisi è stata condotta raccogliendo le impressioni di un ristretto gruppo di volontari fra i 14 e i 17 anni. “Su WhatsApp sento di non essere giudicato, in particolare perché non c’è alcun contatto fisico o visivo, solo parole e simboli – ha spiegato un adolescente – in questo modo sento più intimità e sicurezza. Mi espongo di più ma senza imbarazzo, forse perché non vedo le reazioni fisiche degli altri partecipanti“.

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Interventi nelle Scuole

L’associazione ANTARES organizza incontri formativi e giornate rivolte agli adolescenti, sensibilizzandoli ed informandoli sui seguenti temi:

Prevenzione alla Droga
Molte volte si parla della droga nel mondo, qualcosa è vera, qualcosa no. Per questo non bisogna farsi ingannare e si ha bisogno delle informazioni attendibili a riguardo per evitare di essere confusi e  aiutare il prossimo a restarne fuori.

Goal Mapping
Mai come oggi i ragazzi, gli adolescenti, hanno bisogno di scegliere e realizzare il loro futuro, di scoprirsi realmente come individui e credere nelle proprie potenzialità. In un mondo che spinge alla globalizzazione forzata, ad una competitività sfrenata e ad una comunicazione virtuale, spesso si sentono travolti da un vortice di informazioni senza realmente sapere dove dirigere la propria vita, buttandosi in una spirale di insoddisfazione, fallimenti e depressione, sino a sfociare in bullismo, anoressia ed autolesionismo o peggio, nella droga.

Molti i fenomeni di questo tipo riscontrati nelle scuole ed ancor più frequenti, sono quelli compresi nell’età adolescenziale, così fragile e così importante nella crescita dell’individuo.

Consulenza Sessuologica
La tutela di se stessi e la sessualità responsabile sono argomenti molto importanti, che meritano la dovuta attenzione superando i dannosi tabù che la società spesso impone. L’intervento sarà uno spazio per degli adolescenti, delle loro relazioni, della sessualità, di possibili disagi che vivono, all’interno di un incontro che in cui si cercherà insieme di ampliare lo sguardo sulla sessualità e sulle diverse componenti che la costituiscono  (emozioni, relazioni, identità, affettività).

INTERVENTI

  • Liceo Secco Suardo – Bergamo (BG)
  • Istituto Comprensivo “G. MARCONI” – Marmirolo (MN)
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Spazio H. Christian Andersen

Dedicato allo scrittore danese, famoso per le sue favole, lo Spazio H. Christian Andersen è un’attività extrascolastica qualificata che si rivolge a piccoli gruppi di bambini e ragazzi, iscritti a scuole di ogni ordine e grado, con Difficoltà o Disturbi specifici dell’ Apprendimento (dislessia, disortografia, discalculia, disgrafia) al fine di promuoverne l’autonomia e il benessere scolastico.

Tale intervento si svolge con l’impiego di metodologie didattiche partecipative e di strategie psicoeducative presso le scuole o la sede dell’ Associazione.

Le difficoltà di apprendimento in ambito scolastico determinano uno scarso rendimento, che porta a catene di insuccessi prolungati, che inevitabilmente compromettono l’immagine di sé e l’autostima del soggetto. La mancanza di fiducia nelle proprie possibilità determina quindi un disagio psicologico che può portare facilmente alla timidezza, alla fobia sociale, alla depressione.

Leggere, scrivere e fare i conti è l’attività che maggiormente impegna i nostri bambini e ragazzi da quando iniziano la scuola. Leggere e scrivere consistono nel trasformare i segni in suoni e viceversa, fare i conti significa invece manipolare le quantità; nei primi anni di scuola i bambini imparano proprio a fare questi che sono atti semplici, alla base di tutti gli apprendimenti scolastici successivi. Leggere, scrivere e fare i conti sono atti semplici a patto però, che divengano automatici, ovvero che siano eseguiti velocemente e correttamente con un impegno di concentrazione minimo.
Ma se questo non accade, chi compie queste operazioni è costretto a utilizzare costantemente enormi quantità di energia, finendo per stancarsi rapidamente, commettendo sempre “troppi” errori e rimanendo spesso indietro nell’apprendimento rispetto ai compagni.
I sintomi della dislessia portano numerose conseguenze:

  • Difficoltà di lettura e di scrittura
  • Difficoltà di comprensione linguistica nella lettura
  • Difficoltà di organizzazione personale
  • Difficoltà di memoria e concentrazione
  • Difficoltà di organizzare i pensieri in modo chiaro
  • Scarsa immagine di sé.

Questo è ciò che accade agli studenti con D.S.A. (disturbo specifico dell’apprendimento). I Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono dei disturbi evolutivi che si manifestano con significative difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di lettura, scrittura e calcolo. I soggetti con dislessia evolutiva in Italia sono, seguendo le stime più prudenti, sono almeno 1.500.000, circa il 3-4% della popolazione scolastica. Gran parte di questi hanno avuto una carriera scolastica costellata di insuccessi, con abbandoni precoci e con conseguenze sociali e professionali a volte molto pesanti.

I D.S.A. sono DISLESSIA, DISGRAFIA, DISORTOGRAFIA e DISCALCULIA.

I D.S.A. sono disturbi a carattere neurobiologico ed evolutivo, sono quindi legati all’architettura cerebrale. Per tale motivo, non sono condizioni che col tempo e con la maturazione tendono a risolversi “da sole”, l’acquisizione delle competenze richieste di lettura, scrittura e calcolo, pur modificandosi nel tempo, non raggiunge quasi mai i livelli attesi per età e scolarizzazione.
Dal 2010 esiste in Italia la legge 170/2010 che riconosce dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia tra i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, tale legge e la normativa ad essa collegata garantiscono e tutelano il diritto allo studio degli studenti con D.S.A..

La stessa legge, che garantisce e tutela il diritto allo studio degli studenti con D.S.A., è ispiratrice della normativa riguardante gli studenti con B.E.S.; Viene identificato un alunno con B.E.S. quando per apprendere ha bisogno di una didattica individualizzata e personalizzata.

Il MIUR ha identificato tre sotto-categorie di alunni con B.E.S.:

  1. alunni con disabilità, per il cui riconoscimento è necessaria la presentazione della certificazione ai sensi della legge 104/92;
  2. alunni con disturbi evolutivi specifici, tra cui si inseriscono:
    • D.S.A. – disturbi specifici dell’apprendimento (per il cui riconoscimento è necessario presentare la diagnosi di D.S.A. ai sensi della legge 170/2010);
    • deficit di linguaggio;
    • deficit delle abilità non verbali;
    • deficit della coordinazione motoria;
    • ADHD – deficit di attenzione e di iperattività;
  3. alunni con svantaggio sociale, culturale e linguistico.

 

Hans Christian Andersen nonostante un’ infanzia difficile, dove faticava ad apprendere non riuscendo né a leggere né a scrivere, divenne famoso per le sue favole dove spesso si tratta la maturazione del tema del “diverso” che lotta per essere accettato. I sofisticati insegnamenti morali delle sue favole, destinate al pubblico dei più piccoli e rivolte, invece, anche agli adulti, esprimono mirabilmente le emozioni più sottili e le idee più fini passando senza difficoltà dalla poesia all’ironia, dalla farsa alla tragedia, dal quotidiano al meraviglioso.

 

SPAZIO ANDERSEN è un SERVIZIO GRATUITO.

Per informazioni inviaci un messaggio:
segreteria@antares-onlus.it

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