Social Network

Senza smartphone sono più esposti ai rischi del web

Limitare ai bambini l’uso di internet non li protegge dai pericoli del web, anzi.

A dirlo, l’istituto di ricerca inglese Education Policy Institute che ha indagato sull’utilizzo della rete e dei nuovi device come smartphone e tablet tra gli adolescenti d’Oltremanica. Dai risultati raccolti, è emerso che è vero che l’uso smodato del web e dei nuovi strumenti tecnologici espone i ragazzi a molti rischi ma, paradossalmente, li tutela anche. Per due motivazioni. La prima. Li aiuta a sviluppare sempre meglio le cosiddette digital skills, ossia le competenze digitali grazie alle quali imparano a gestire tutte le opzioni dei loro strumenti e dei social networks in modo da proteggersi autonomamente dalle situazioni di pericolo, come adescamenti online e bullismo, bloccando o segnalando alle autorità gli utenti minacciosi. La seconda. Li aiuta a potenziare la resilienza, in modo che imparano a gestire lo stress emotivo, la depressione, la paura legati ai pericoli di Internet.

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È Instagram il social network più pericoloso per i teenager

È Instagram il social network che causa più problemi di autostima e depressione tra gli adolescenti.

A dirlo, l’inglese Royal Society for Public Health, che ha stilato la classifica delle cinque piattaforme web di condivisione di foto, video e messaggi più minacciose per la salute mentale dei ragazzi. Secondo gli autori, Instagram è l’imputata principale perché, sulla base di 14 indicatori, risulta essere quella che rende più infelici del proprio aspetto fisico e della propria vita sociale, in quanto le numerose foto dei contatti che scorrono sulla homepage e i molteplici filtri a disposizione per ritoccarle fanno sembrare i corpi e la vita degli altri perfetti e impeccabili. Un insieme di fattori che possono spingere più facilmente a disturbi alimentari e tentativi di suicidio. Non stanno messe meglio Snapchat e Facebook, rispettivamente al secondo e terzo posto. Le migliori in classifica, Twitter e Youtube. Quest’ultima, dai dati raccolti, sembra dare l’impressione di sentirsi parte di una vera e propria comunità virtuale che condivide con gli stessi interessi.

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