Dislessia

Ringraziamento per la giornata “Le difficoltà di apprendimento negli alunni in età scolare”

Desideriamo esprimere un sincero GRAZIE a ciascuno dei partecipanti al convegno del 4 aprile 2018 tenutosi presso la Scuola Media Statale G. Camozzi.

L’interesse manifestato dai genitori e l’impegno profuso dai docenti e dalla ns. Dott.sa Marina Gabrieli, hanno confermato ancora una volta il ruolo chiave della Scuola nella vita delle ragazze e dei ragazzi con difficoltà di apprendimento.

Proprio grazie alla viva partecipazione di genitori e insegnanti, coordinata dalla Dott.sa Marina Gabrieli con la testimonianza di vita di Lorenzo, dislessico e con Elena, educatrice, l’evento è stato molto articolato e ricco di numerosi interventi, fonte di preziose riflessioni per entrambe le parti (genitori ed insegnanti). La testimonianza diretta riportata da Lorenzo riguardo le difficoltà patite a scuola per la difficoltà nella lettura ha contribuito a dare ai presenti una visione anche sugli aspetti emotivi che vivono i ragazzi con DSA.

Ringraziamo infine anche Servizio Reti Sociali – Comune di Bergamo Bambini e genitori a Bergamo.

Siamo molto soddisfatti nel constatare che oggi, grazie alla dedizione, innanzitutto di esperti e collaborativi genitori, si voluto fare un deciso passo avanti per comprendere e affrontare le problematiche affrontate. Questi gesti hanno un enorme valore per i nostri ragazzi! Ovviamente molto ancora c’è da fare e non pretendiamo di aver risolto tutto. Ci auguriamo quindi che la collaborazione prosegua e sia sempre positiva, come già dimostrato negli anni precedenti!

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Il mondo è diverso visto dai bambini con dislessia

Nella percezione del mondo dei bambini con dislessia i dettagli precedono le informazioni globali. E’ il risultato di una nuova ricerca condotta da Università di Padova, Bergamo e IRCSS Medea.

Sulla rivista Scientific Reports è stato appena pubblicato uno studio tutto italiano capace di sfidare il concetto di dislessia dominante fino ad ora. Un team delle Università di Padova, di Bergamo e dell’IRCSS Medea ha condotto una serie di esperimenti su 350 bambini da cui è emerso che la percezione dei fanciulli con dislessia sia diversa rispetto a quella di chi ha uno sviluppo tipico. Generalmente il mondo viene percepito a partire dalle sue caratteristiche globali, ossia le forme grossolane, utilizzando l’emisfero destro del nostro cervello e solo in seguito da quelle locali, ossia i dettagli, grazie all’emisfero sinistro. La situazione può dirsi inversa per le persone con dislessia, in cui si verifica una precedenza per la percezione locale su quella globale.

NUOVI TRATTAMENTI – «Il nostro team – dice il Prof. Sandro Franceschini– ha scoperto che nei bambini con dislessia la percezione locale precede quella globale e che se vengono utilizzati trattamenti riabilitativi di tipo visivo, uno dei quali basato su alcuni specifici tipi di videogiochi, si riesce a migliorare le abilità di lettura nei bambini con dislessia modificando la loro percezione, portando le informazioni globali a precedere quelle locali.» Lo studio, quindi, oltre ad evidenziare una peculiarità che prima non era nota negli individui con dislessia, propone anche dei trattamenti che si sono già dimostrati efficaci per contrastare il problema.

UN NUOVO CONCETTO DI DISLESSIA – Fino a questo momento risultava dominante una visione della dislessia che la ricollegava ad un problema esclusivo dell’emisfero sinistro, questa ricerca invece, come spiegato dal Prof. Facoetti, coordinatore del team, sottolinea come la disfunzione dell’emisfero destro sia una delle cause del disturbo. Inoltre viene rivelato che il problema emerge prima che i bambini imparino a leggere. Si possono quindi individuare i bambini che alle elementari svilupperanno disturbi di lettura, in coloro che nella scuola dell’infanzia acquisiscono questa peculiare modalità di percezione.

L’IMPORTANZA DELLO STUDIO – Questa scoperta cambia completamente lo scenario degli attuali programmi di riabilitazione della dislessia, che si è sempre concentrata su aspetti esclusivamente linguistici, mostrando come gli aspetti percettivi sono almeno di eguale importanza e apre la strada a possibili programmi di prevenzione attivabili prima dell’apprendimento della lettura.

Per approfondire:

Link alla ricerca

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