Scuola

Alcuni consigli per la realizzazione di una mappa concettuale

Nei giorni scorsi un educatore ANTARES dello Spazio Andersen, ha chiamato in associazione raccontando un’avvenimento che ci riempie di orgoglio e felicità.

Ci è stato raccontato che durante un controllo dei compiti in classe, fra questi, un’insegnante ha trovato una mappa concettuale del compito in questione. Le piacque a tal punto che volle farne una fotocopia per poterla distribuire a tutti gli alunni della classe, sottolineando la semplicità e la chiarezza con cui era stata realizzata la mappa. Dicendo che sarebbe stato un’ottimo esempio da cui prendere spunto per la realizzazione di proprie mappe concettuali future.

Per questo oggi siamo contenti di condividere con voi la mappa concettuale da cui hanno preso spunto l’educatore e l’alunna dello spazio Andersen.

Alcuni consigli per la realizzazione di una mappa concettuale:

  • Vanno preferite strutture gerarchiche nelle quali sia chiaro l’argomento principale (titoli) e i cui concetti siano organizzati dal generale particolare.
  • Nei nodi concettuali devono essere scritte solo parole-chiave.
  • Ottimale è usare riferimenti visivi: immagini, foto, colori, ecc.
  • Sulle frecce possono essere usate delle parole-legame (parole-ponte) o delle domande per ritrovare più facilmente i collegamenti e le risposte.

 

Alt="Come fare una mappa concettuale"

 

Mappa concettuale tratta dal libro: Come leggere la dislessia e i dsa – Giunti scuola

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Chi rallenta davvero la scuola? La lezione frontale, non gli alunni fragili

La vicenda dei licei classici “classisti” mette in luce l’insufficienza dei RAV, vissuti come mero adempimento burocratico ma soprattutto l’assoluta inadeguatezza del modello di scuola che conosciamo. «Un modello con cui tutti gli alunni hanno difficoltà. Sogno una scuola senza aule e senza classi», dice il presidente di Indire.

 

Giovanni Biondi è presidente di INDIRE, l’Istituto a cui è affidata la ricerca sull’innovazione educativa. Loro hanno monitorato 3.500 Piani di miglioramento delle scuole italiane, cioè quei piani che le singole scuole predispongono dopo essersi fatte un “esame di coscienza” attraverso il Rapporto di Autovalutazione, lo strumento che dal novembre 2015 tutte le scuole hanno pubblicato, ma di cui pochissimi fino a ieri avevano sentito parlare.

Presidente, qual è la sua impressione? Sono tante le scuole che hanno questo atteggiamento classista emerso ieri, cioè che scrivono in sostanza che alunni poveri, disabili e stranieri ostacolano la buona scuola?

Il monitoraggio dei RAV lo fa l’Invalsi, ma la mia impressione è che il RAV sia vissuto dalle scuole come adempimento burocratico e non come aiuto vero alla autovalutazione e al miglioramento. Noi abbiamo valutato 3.500 piani di miglioramento delle scuole, i dati ci dicono che più che progettare un piano di miglioramento, le scuole scrivano un libretto di giustificazioni. Dico anche che la legge 10, quella che aveva disegnato il sistema nazionale di valutazione, si basava su una valutazione esterna delle scuole, fatta da ispettori autonomi che dovevano fare visite periodiche, indicare alle scuole i punti di debolezza, tornare a verificare i miglioramenti: non si è fatto. L’autovalutazione va fatta, in tutti i campi, ma non può sostituire la valutazione esterna autonoma.

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Smartphone in classe, proibiti. Scende in campo l’associazione docenti

Venerdì 05 Gennaio 2018, Studenti e smartphone in classe. Un binomio proibito secondo una circolare del 2007, emanata dal ministro Fioroni, e non ancora superato. Ad interventire ci ha pensato la ministra all’Istruzione, Valeria Fedeli, che ha affermato di voler innovare la didattica attraverso l’utilizzo del telefonino in classe. Intanto è al lavoro un tavolo tecnico che darà maggiori istruzioni, si pensa a fine gennaio. Ma cosa ne pensano i docenti? Lo abbiamo chiesto all’associazione nazionale docenti e la risposta è del tutto inaspettata.

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Nasce l’autoscuola per giovani con autismo

È negli USA la prima autoscuola al mondo per ragazzi con ADHD e autismo.

Nelle sedi della The Safeway Driving School dislocate su tutto il territorio nazionale, è, infatti, partito un programma ad hoc per insegnare agli adolescenti con bisogni speciali a prendere la patente. Un servizio unico nel suo genere che attraverso lezioni mirate, ore di guida extra e altre accortezze (come l’adattamento graduale allo spazio interno delle macchine) consente anche ai giovani autistici di prendere confidenza con le strade e con le automobili. Un modo per sentirsi meno diversi dai loro coetanei ma anche più autonomi dai loro genitori.

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Contro l’astensionismo giovanile li educano a votare fin da piccoli

È stata ribattezzata la più giovane democrazia al mondo.

Parliamo della scuola materna Dolli-Einstein-Haus di Pinneberg, Germania del Nord. Qui sono i piccolissimi studenti (3-5 anni) a scegliere tramite regolari elezioni cosa mangiare e a quali attività partecipare. Le urne si aprono una volta alla settimana per chiedere ai baby-elettori quale torta o sport preferiscono in quei giorni. La votazione è segreta e l’esito, come in ogni competizione democratica che si rispetti, è determinato dalla maggioranza. I bambini arrivano anche a scegliere un rappresentante portavoce durante le assemblee ed esiste addirittura una Costituzione che contiene 7 principi fondamentali. L’obiettivo, dicono i maestri, è quello di insegnare diritti e doveri già in tenera età. Compresi la responsabilità delle scelte personali e l’impatto sulla collettività.

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