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5 ANNI INSIEME

Antares  nasceva nell’aprile 2013, nata da un sogno come spesso accade nella storia e nella vita delle associazioni. Il nostro era ed è ancora di più oggi quello di fornire un valido sostegno a bambini e ragazzi che versano in una condizione di disagio affinchè tutti possano avere le stesse opportunità.

Come per tutti all’inizio eravamo piccolini ma con tanti sogni ed idee nel cassetto, alcune delle quali siamo riusciti a realizzarle, altre per ora ancora no.

Seppur 5 anni nella storia di un’organizzazione siano davvero pochi, ne sono successe di cose, le attività svolte in questi anni sono state diverse e tutte a nostro avviso molto importanti. Le attività dell’ANTARES sono sempre state varie ed hanno sempre abbracciato diversi ambiti, dal sostegno scolastico al supporto psicologico passando dalla tutela legale e così via.

Tante sono state le attività organizzate e grande è stato l’impegno per realizzarle e sempre con lo stesso entusiasmo.

Ma tutto ciò  non saremmo riusciti a realizzarlo senza l’apporto di simpatizzanti e sostenitori. E’ grazie a Voi se in questi cinque anni più di 600 bambini hanno potuto ricevere 6.076 h di assistenza gratuita qualificata.

Siamo quindi oggi a ringraziarVi ancora una volta, uno ad uno: volontari, professionisti, sostenitori, privati cittadini ed aziende, Voi avete reso possibile tutto questo perché:

Se uno sogna da solo, è solo un sogno. Se molti sognano insieme, è l’inizio di una nuova realtà.

Hundertwasser

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Donaci il tuo voto!

Il tuo aiuto trasformerà la vita di un adolescente per sempre.

 

Antares partecipa all’iniziativa di Aviva Community Found, Vota il nostro progetto.

Hai a disposizione 10 voti da assegnare dal 1 marzo al 29 marzo.

Registrati al sito www.avivacommunityfund.it

 

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In un paese del profondo Nord la gioventù non ha più vizi

Come hanno fatto?

Nel giro di vent’anni il numero dei consumatori di sigarette è passato dal 23% al 3%, di marijuana dal 17% al 7%, di alcol dal 42% al 5%.

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Sono cinque gli ingredienti di quella che è già stata ribattezzata la ricetta islandese contro le dipendenze tra le nuove generazioni.

1) L’introduzione di un vero e proprio coprifuoco tra i teenager.
2) Zero pubblicità di alcolici e prodotti derivati dal tabacco.
3) Il divieto comprare sigarette, vino e vodka prima dei 20 anni.
4) La forte spinta sulle attività extrascolastiche, dallo sport alle feste, basate anche sul coinvolgimento dei genitori.
5) La promozione della cultura del vicinato, che consiste nell’organizzazione di eventi e party nei quartieri, durante il weekend, per dare modo alle famiglie di rafforzare i legami.

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Assunti in base al carattere, non per la laurea

Nel Regno Unito, non è la lode “dicono” ma le competenze e le esperienze specifiche a reclutare nuove risorse. Una fantastica notizia che se verrebbe applicata anche in Italia, darebbe possibilità di lavoro ai giovani «neet», che in Italia sono il 27% dei giovani ( due milioni e mezzo).

Dal mondo delle imprese dicono che non si vuole rinunciare a possibili impiegati altamente qualificati semplicemente per via di uno sterile numero su un pezzo di carta.

La casa editrice Penguin Random House UK, per esempio, nel caso di nuove assunzioni, ha addirittura levato l’obbligo, finora intoccabile, di avere un titolo accademico. Il ragionamento è lo stesso fatto nel caso del voto: nulla garantisce che ci sia un link diretto tra laurea e prestazioni lavorative di qualità.

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257 Minuti di videogiochi? Si può!

Attenzione però a non superare il tempo massimo, perché i rischi diventato gravi in termini di salute mentale e disturbi del comportamento.

Entro quella soglia, infatti, il loro utilizzo potrebbe addirittura essere positivo. A dirlo e a sfatare quindi il mito della tecnologia maligna uno studio pubblicato sulla rivista Psychological Science.

I ricercatori hanno scoperto che l’uso moderato di videogiochi, pc, televisione, cellulare e altri schermi non è dannoso, e può anche avere alcuni benefici. Secondo i loro calcoli, infatti, 4 ore e 17 minuti è il numero magico. Un arco di tempo sufficiente a sviluppare connessioni sociali e competenze.

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