Scuola

Un giorno nella vita di un adolescente con la dislessia

Per gli adolescenti con dislessia svolgere l’attività didattica può essere una lotta perché vengono coinvolti tutti i vari aspetti della lettura e dell’ ortografia. La dislessia, come conseguenza, comporta anche alcuni problemi sociali, emotivi e comportamentali.

Condividiamo con voi questa breve guida visiva per mostrarvi come la dislessia può influenzare la vita quotidiana di questi studenti.

Qua troverete il collegamento alla galleria facebook.

Per gli adolescenti con dislessia svolgere l'attività didattica può essere una lotta perché vengono coinvolti tutti i…

Geplaatst door ANTARES Onlus op Dinsdag 8 januari 2019

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Cartoleria solidale

Oggi in Italia quasi un milione e 300mila bambini e ragazzi, il 12,5% del totale, vive in povertà assoluta, oltre la metà non legge un libro. Le condizioni di disagio delle loro famiglie non possono dar loro opportunità educative, artistiche e culturali.

Un recente studio Ocse-Pisa conferma quanto si sapeva già da tempo, ossia che la scuola italiana non riesce più a svolgere quella funzione di “ascensore sociale” per gli studenti che provengono da un ambiente svantaggiato. In sostanza i ragazzi provenienti da contesti difficili rimangono imprigionati nel loro retroterra culturale e socio-economico non favorevole senza che la scuola riesca a far loro padroneggiare quelle competenze e abilità che sono ritenute essenziali per partecipare attivamente e pienamente alla vita sociale e per avere buone possibilità di successo in campo lavorativo.

In altre parole, la scuola italiana non fa altro che ratificare le differenze iniziali degli studenti, incidendo relativamente poco su tali differenze.

Fronteggiare la drammatica condizione di povertà educativa che colpisce i minori in Italia non solo si deve ma si può, muovendo concreti passi avanti così da contrastarla e restituire a tutti loro pari condizioni di partenza e opportunità di crescita.

Il sostegno allo studio di questi bambini e/o ragazzi è dunque una priorità che può essere realizzata anche attraverso la fornitura gratuita di quanto necessario per il corredo scolastico adeguato all’indirizzo di studio scelto. Che si tratti di scuola primaria o secondaria, l’acquisto di tutto il materiale necessario, dalle penne ai quaderni allo zaino, può comportare anche una spesa abbastanza elevata.

Sei in difficoltà con il corredo scolastico? Possiamo aiutarti.

Con il progetto “Cartoleria Solidale” Antares sostiene in forma concreta e immediata il diritto allo studio di bambini e ragazzi con difficoltà economiche attraverso la fornitura gratuita del corredo scolastico.

Dare opportunità di successo ai ragazzi che partono da condizioni non favorevoli significa curare una relazione educativa che favorisca il processo di autostima degli studenti e restituisca loro la disponibilità ad affrontare i compiti scolastici con perseveranza. In altre parole, significa entrare positivamente nel merito del rapporto educativo e considerare come si sviluppa la mediazione didattica all’interno della classe per una vera scuola inclusiva.

L’educazione come chiave del cambiamento

Il progetto Cartoleria Solidale non riceve, né richiede, finanziamenti pubblici ma si basa interamente sulla solidarietà della comunità e sulle attività di autofinanziamento portate avanti da soci e volontari dell’associazione.

Gli studenti possono accedere alla cartoleria tramite referenti di fiducia come i servizi sociali, la scuola, le associazioni o le comunità religiose, che hanno già provveduto a verificare le necessità.

Alt="Ritorno a scuola"

Chi apre la porta di una scuola, chiude una prigione.

Victor Hugo

Per richieste e/o segnalazioni inoltrare email a: cartoleriasolidale@antares-onlus.it

Scopri di più sul progetto con il nostro Report Cartoleria Solidale

All’interno del report troverai le seguenti informazioni:

  • La situazione attuale
  • Il perchè la necessità di un progetto come la Cartoleria Solidale
  • Gli effetti del progetto sugli studenti, insegnanti e famiglie
  • l’importanza di creare eguaglianza all’interno delle classi
  • Un case study
  • Qual’è il materiale richiesto
Alt="Report Cartoleria Solidale ANTARES"

Report “Cartoleria Solidale”

Donazioni di prodotti aziendali

Non potremmo fare ciò che facciamo senza aziende generose che mantengono
i nostri scaffali riforniti per sostenere l’educazione dei bambini svantaggiati.

 

Per maggiori informazioni
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Alcuni consigli per la realizzazione di una mappa concettuale

Nei giorni scorsi un educatore ANTARES dello Spazio Andersen, ha chiamato in associazione raccontando un’avvenimento che ci riempie di orgoglio e felicità.

Ci è stato raccontato che durante un controllo dei compiti in classe, fra questi, un’insegnante ha trovato una mappa concettuale del compito in questione. Le piacque a tal punto che volle farne una fotocopia per poterla distribuire a tutti gli alunni della classe, sottolineando la semplicità e la chiarezza con cui era stata realizzata la mappa. Dicendo che sarebbe stato un’ottimo esempio da cui prendere spunto per la realizzazione di proprie mappe concettuali future.

Per questo oggi siamo contenti di condividere con voi la mappa concettuale da cui hanno preso spunto l’educatore e l’alunna dello spazio Andersen.

Alcuni consigli per la realizzazione di una mappa concettuale:

  • Vanno preferite strutture gerarchiche nelle quali sia chiaro l’argomento principale (titoli) e i cui concetti siano organizzati dal generale particolare.
  • Nei nodi concettuali devono essere scritte solo parole-chiave.
  • Ottimale è usare riferimenti visivi: immagini, foto, colori, ecc.
  • Sulle frecce possono essere usate delle parole-legame (parole-ponte) o delle domande per ritrovare più facilmente i collegamenti e le risposte.

 

Alt="Come fare una mappa concettuale"

 

Mappa concettuale tratta dal libro: Come leggere la dislessia e i dsa – Giunti scuola

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Nasce la rivoluzionaria scuola senza materie.

In Finlandia nasce la scuola senza materie.

Niente ore di storia, geografia, letteratura. Ma lezioni multidisciplinari che, partendo da un argomento di interesse, toccano tutte le tematiche. È questo l’approccio educativo rivoluzionario portato avanti dalla scuola media di Hauho. Dove, ad esempio, è facile trovare un professore che spiega l’eruzione del Vesuvio e gli scavi di Pompei ed Ercolano per paragonare la Roma antica con la Finlandia di oggi: le terme romane con le moderne spa, ad esempio. Oppure, per confrontare il Colosseo con gli attuali impianti sportivi. Con tanto di stampe 3d dei monumenti per spiegarli in maniera tangibile, così gli allievi apprendono anche nozioni di tecnologia e tecniche di ricerca, comunicazione e scambio culturale.

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Oggi si scopre il lato oscuro dell’educazione sessuale a scuola.

L’educazione sessuale a scuola anziché diminuire aumenta il rischio gravidanze indesiderate tra le teenager.

Almeno così è andata in Inghilterra. Dove dal 2010 con la riduzione, per mancanza di fondi, delle ore dedicate a questa materia, è calato drasticamente il numero delle under-18 rimaste incinte. Tant’è che nel 2015 si sono registrati solo 20 mila casi contro gli oltre 42 mila del 1999 quando il progetto di sensibilizzazione sulle pratiche sessuali era al suo culmine. A rilevare e spiegare il perché di questa vera e propria eterogenesi dei fini è uno studio appena pubblicato sul Journal of Health Economics. Secondo il quale, in estrema sintesi, i ragazzi che seguono da giovanissimi corsi di educazione sessuale tendono, rispetto alla media, ad anticipare l’età del primo rapporto, ad averne con maggiore frequenza e a sentirsi fin troppi sicuri sotto le coperte rischiando l’irreparabile.

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